Il mal di schiena è uno dei problemi fisici in assoluto più diffusi, ma cosa è meglio fare? Come comportarsi?

Oggi vi voglio riportare le linee guida americane, frutto di diversi studi, per il trattamento del mal di schiena sia acuto, sub-acuto che cronico.

“Noninvasive Treatments for Acute, Subacute, and Chronic Low Back Pain: A Clinical Practice Guideline From the American College of Physicians” (Aprile 2017).

Sono state riassunte 3 raccomandazioni specifiche, vediamo quali:

RACCOMANDAZIONE N. 1

<<Considerato che la maggior parte dei pazienti con dolore lombare acuto o subacuto migliora nel tempo indipendentemente dal trattamento, i medici e i pazienti devono selezionare un trattamento non farmacologico con calore superficiale (evidenza di qualità moderata), massaggio, agopuntura o manipolazione spinale (evidenza di bassa qualità). Se si desidera un trattamento farmacologico, i medici e i pazienti devono selezionare farmaci antinfiammatori non steroidei o rilassanti dei muscoli scheletrici (evidenza di qualità moderata). (Voto: raccomandazione forte)>>

Cosa significa? La prima raccomandazione è quella di non correre ad imbottirsi di farmaci per ogni episodio acuto di mal di schiena, l’evidenza dice che in realtà il miglioramento è indipendente da ciò che si fa. Attenzione, non vuol dire non fare nulla e attendere che passi da solo, vuol dire che si può valutare insieme al medico o al fisioterapista quale terapia è la più adatta a noi.

RACCOMANDAZIONE N. 2

<<Per i pazienti con lombalgia cronica, medici e pazienti dovrebbero inizialmente selezionare un trattamento non farmacologico con esercizi, riabilitazione multidisciplinare, agopuntura, riduzione dello stress basata sulla consapevolezza (evidenza di qualità moderata), tai chi, yoga, esercizio di controllo motorio, rilassamento progressivo, biofeedback elettromiografico, terapia laser di basso livello, terapia comportamentale cognitiva o manipolazione spinale (evidenza di bassa qualità). (Voto: raccomandazione forte)>>

Quando il mal di schiena diventa cronico, la terapia migliore è NON farmacologica, anche in questo caso gli approcci sono svariati e anche in questo caso sarà il paziente a scegliere in base ai consigli medici e riabilitativi.

RACCOMANDAZIONE N. 3

<<Nei pazienti con lombalgia cronica che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia non farmacologica, i medici e i pazienti devono considerare il trattamento farmacologico con farmaci antinfiammatori non steroidei come terapia di prima linea, o tramadolo o duloxetina come terapia di seconda linea. I medici dovrebbero considerare gli oppioidi solo come un’opzione nei pazienti che hanno fallito i trattamenti sopra elencati e solo se i potenziali benefici superano i rischi per i singoli pazienti e dopo una discussione sui rischi noti e sui benefici realistici con i pazienti. (Grado: raccomandazione debole, prova di qualità moderata)>>

La terapia farmacologica come via di cura è da prendere in considerazione solo in chi non è responsivo al trattamento conservativo illustrato nella raccomandazione n. 2.

Queste 3 raccomandazione sono frutto dell’analisi di diversi studi scientifici che hanno valutato tutte le opzioni citate e ne hanno riportato i risultati, cosa possiamo concludere quindi?

Il mal di schiena sia esso in fase acuta che cronica deve essere ben valutato e deve essere affrontato, per quanto più possibile, evitando la terapia farmacologica e preferendo quella conservativa tenendo presente delle attitudini della persona e della risposta individuale al trattamento.

Medico e fisioterapista sono a disposizione proprio per aiutarvi in questo percorso.

Silvia

www.fisioterapialegnano.it