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Riabilitazione Pelvi-perineale

riabilitazione peli-perineale

Pre e Post Parto

Perchè il fisioterapista prima e dopo il parto?
Può sembrare strano che un fisioterapista si occupi della donna nel pre e nel post parto, ma in effetti non lo è poi così tanto! Basti pensare che proprio in questi momenti così delicati ed importanti il ruolo della muscolatura è davvero essenziale. Gli elementi chieve di questo periodo sono:
- la preparazione della muscolatura al parto, intermini di elsaticità delle fibre
- il recupero della contrattilità e della funzionalità completa della muscolatura che durante il travaglio e il parto viene stirata e stressata in maniera importante.

Prima del parto è importante far lavorare la muscolatura perineale, poiché il peso crescente della pancia e del bambino al suo interno spingono verso il basso causando uno stiramento costante delle fibre muscolari che, se non “allenate”, rischiano di soffrire e di irrigidirsi proprio prima della nascita del bimbo, quando invece, dovrebbero garantire il massimo dell’elasticità per farsi allungare e lasciar passare agevolmente il nascituro.
Importantissima anche la postura, spesso il peso e la fatica dei 9 mesi conducono le donne ad assumere una postura assai dannose per la colonna, il bacino e il diaframma. Il mal di schiena è un problema assai ricorrente nelle mamme in dolce attesa, il fisioterapista, proprio in questo momento, saprà dare alla mamma le indicazioni corrette per una buona postura e nel caso, proporre un trattamento adeguato per i dolori ricorrenti.

Nell’ultimo periodo si potranno invece iniziare ad imparare delle semplici regole da seguire durante il parto, per prevenire danni alla muscolatura ed eventuali discese degli organi interni, e nei giorni immediatamente dopo il parto, per facilitare la ripresa della muscolatura perineale ed addominale.

Nei mesi successivi al parto invece, l’aiuto del fisioterapista è importante per riprendere bene la funzionalità e la contrattilità della muscolatura, per recuperare il movimento completo del diaframma, prevenire problemi come incontinenza e prolassi, recuperare la muscolatura addominale e prevenire diastasi ed ernie addominali.

Stitichezza

La stitichezza è un problema che colpisce moltissime persone di tutte le età, da bambini ad adulti; può essere occasionale o cronica e spesso viene trattata solo con medicinali o integratori di fibre.
Il sintomo più spesso riferito è una defecazione non soddisfacente e difficoltosa più che il ridotto numero di evacuazioni, e questa insoddisfazione conduce facilmente ad un utilizzo, a volte eccessivo o scorretto, di lassativi.
La stipsi può essere causata da diversi motivi, alcuni di questi sono il rallentato transito intestinale, una dieta scorretta, blocchi psicologici, ma molto frequentemente una scorretto utilizzo della muscolatura, una posizione scorretta e una respirazione non coordinata.
LAVORO IN EQUIPE
Un corretto approccio alla stitichezza prevede la presa in carico di tutti i fattori che la causino, sarà quindi essenziale la presenza di diverse figure professionali che possano affrontare ogni aspetto di questo problema.
LA RESPIRAZIONE
Durante la spinta defecatoria è essenziale saper indirizzare le pressioni vero la parte posteriore del perineo, senza però spingere verso il basso tutti gli organi addominali.
La spinta in apnea, come avviene nella maggior parte delle persone, è controproducente. E’ quindi molto importante apprendere come usare il proprio diaframma affinchè possa generare la spinta più corretta ed efficace.
LA POSIZIONE GIUSTA
Una posizione corretta è strategica per poter indirizzare la spinta verso la parte posteriore del perineo.
La posizione più corretta in assoluto è quella della turca, purtroppo le comodità ci hanno condotto ad avvalerci del Wc, che però alzando la seduta, ha facilitato l’apprendimento della spinta scorretta. Basti pensare come viene insegnato ai nostri bambini a fare popò: seduti comodamente ed appoggiati con la schiena al vasino, e da qui il principio del vizio scorretto.
E’ possibile apprendere insieme come modificare la posizione per migliorare la spinta e renderla più naturale.
LA SENSIBILITA’
Molto frequentemente le scorrette abitudini adottate per diversi anni portano ad una incapacità della persona nel riconoscere il grado di ripienezza dell’ampolla rettale, così da continuare a procrastinare lo stimolo e aumentare il tempo di permanenza delle feci proprio nell’ampolla.
Con una serie di ausili e di esercizi mirati è possibile recuperare questa “sensibilità” e riapprendere la corretta gestione delle abitudini.

Incontinenza Femminile

Le cause dell’incontinenza femminile sono molteplici e legate a diversi fattori: il parto, le modificazioni ormonali, i prolassi, i cedimenti strutturali, la debolezza della muscolatura, le scorrette abitudini e molti altri fattori.
Il messaggio che più mi preme trasmettere in queste poche righe e che mi ha spinta ad occuparmi di queste problematiche, consiste nel non arrendersi all’idea che, dal momento in cui si presentino degli episodi di incontinenza, così dovrà essere per sempre; non è giusto pensare che con l’età si debba necessariamente andare in contro a questi disagi, possiamo fare molto, o per lo meno dobbiamo provarci!
Il primo passo è una valutazione attenta del piano perineale e delle sue funzioni, capire la storia della donna con una anamnesi completa e quindi stilare insieme un programma riabilitativo che con sedute di fisioterapia, esercizi domiciliari e abitudini di vita corrette possa riportare la donna ad una situazione ottimale.